La figura dell'osteopata
La figura dell’osteopata in Italia è ancora in bilico tra l’approvazione popolare e una mancanza di leggi che regolino effettivamente la professione ed il professionista osteopata.
Ad oggi il lavoro che viene fatto dalle scuole di osteopatia e dalle associazioni professionali è di garantire uno standard il più alto possibile alla formazione in campo osteopatico.
Esistono due vie d’accesso principali alla professione di osteopata:
1. Frequentare una scuola di osteopatia a tempo pieno
2. Frequentare una scuola di osteopatia a tempo parziale
Nel primo caso, ovvero la decisione di intraprendere l’iter osteopatico subito dopo le scuole medie superiori non sono necessari prerequisiti è sufficiente il diploma di maturità.
Per il corso a tempo parziale possono iscriversi solo professionisti in possesso di:
- laurea in fisioterapia o titolo equipollente (masso fisio triennale, terapisti della riabilitazione, fisiokinesiterapisti) in possesso di diploma di scuola media superiore
- laurea in medicina e chirurgia
laurea in odontoiatria
- laurea sanitaria di 1° livello rilasciata dalla facoltà di medicina e chirurgia o titoli sanitari equipollenti in possesso di diploma di scuola media superiore
- diploma isef
In Europa La prima nazione ad avere il riconoscimento ufficiale dell’osteopatia è stata la Gran Bretagna nel 1993 dove l’osteopatia venne importata dall’America da John Martin Littlejohn, un allievo diretto di Andrew Taylor Still, nel 1917.
In Italia esiste la possibilità di frequentare un corso validato da un’università Britannica in grado di garantire una formazione che segue i criteri che ad oggi vengono utilizzati per formare gli osteopati Britannici.
Ad oggi l’osteopatia in italia viene normata non ufficialmente da alcune associazioni in particolare dal Consiglio Superiore di Osteopatia (CSdO).
Il CSdO è una associazione di secondo livello che rappresenta l’osteopatia Italiana ed è costituita dalle maggiori associazioni di professionisti presenti sul territorio nazionale. Sono soci fondatori:
1. AIMM (Accademia Italiana di Medicina Manuale);
2. AMOI (Associazione Medici Osteopati Italiani);
3. FeSIOs (Federazione Sindacale Italiana Osteopati);
4. ROI (Registro degli Osteopati d'Italia);
5. UPOI (Unione Professionale Osteopati d'Italia).
Tale associazione fornisce i parametri ed i requisiti minimi per poter appartenere alla categoria degli osteopati. Naturalmente senza normative ancora vigenti non vi è il sigillo statale su queste associazioni, ma c’è la volontà comune di creare uno standard pari a quello attualmente vigente nel resto d’Europa.
Una volta finito il corso e ottenuto il D.O. diploma di osteopatia e/o il B.Sc. Bachelor of Science (Honours) in Osteopathy o qualora fosse possibile un M.Ost ovvero Master integrato in Osteopatia è possibile, aprendo una partita IVA come libero professionista, iniziare l’attività di Osteopata.
Naturalmente per avviare la professione si necessita di uno spazio con un lettino per trattamenti, preferibilmente regolabile in altezza o addirittura elettrico.
È consigliabile stipulare un’assicurazione per danno contro terzi e spese legali ed in più un’assicurazione per infortunio (meglio se con supervalutazione delle mani, braccia).
Diventa obbligatorio stipulare un’assicurazione per danni contro terzi se si vuole iscriversi al ROI (Registro degli Osteopati Italiani).
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