SCIENZA E RICERCA

Abstract: il genere conta?

SILVIA RATTI, DARIO ZECCHILLO, ANDREA ACQUATI, ALESSANDRO AQUINO, STEFANO UBERTI e VIVIANA PISA - Dipartimento di Ricerca ISO

PROTOCOLLO DI STUDIO

Il genere dell’osteopata condiziona le preferenze del paziente? Uno studio cross-sectional

Milano ClinicalTrials.gov Identifier: NCT03546114

Il progressivo aumento della rappresentanza femminile in ambito sanitario ha motivato un crescente interesse scientifico verso l’effetto esercitato dal genere nella relazione medico-paziente.

L’interazione tra il genere del paziente e quella del medico è oggetto di aspettative da parte di entrambi ed è passibile di influenze culturali e, con esse, di tutti gli stereotipi tramandati nel tempo. Considerando che le aspettative rivestono un ruolo chiave non solo nel grado di soddisfazione del paziente, ma anche nell’aderenza al trattamento e nella sua efficacia, risulta evidente l’importanza di indagare le variabili che vi sono sottese.

A fronte di una generale tendenza del paziente verso un medico del suo stesso genere, alcuni studi hanno dimostrato che esiste una correlazione tra la preferenza del paziente e il motivo del consulto. Per patologie uro-ginecologiche i pazienti, sia maschi che femmine, tendono a prediligere un medico del proprio genere di appartenenza, per problematiche di natura psicologica la preferenza si orienta nettamente verso le donne, mentre per patologie associate a maggiore competenza tecnica la preferenza si orienta verso gli uomini. Analizzando le caratteristiche della comunicazione medico-paziente, alcuni studi dimostrano che alle donne è riconosciuta una maggiore capacità empatica, un lessico verbale e gestuale più coinvolgente e una maggiore tendenza a raccogliere informazioni di natura bio-psicosociale. Ciò nonostante, uno studio dimostra che il maggior grado di abilità comunicative percepito dal paziente nelle donne è inversamente proporzionale al livello di competenza che viene loro attribuito. Secondo i dati diffusi da uno studio promosso da Come Collaboration in collaborazione con il Registro degli Osteopati Italiani, attualmente in Italia il 33,26% degli osteopati è donna, ma il dato rilevante è che questa prevalenza si è raggiunta con una crescita progressiva nell’arco di soli due decenni. Non esistono ad oggi studi di genere in ambito osteopatico.

OBIETTIVO

Obiettivo di questo studio è indagare le preferenze del paziente verso il genere dell’osteopata in assoluto e in associazione a ipotetici scenari clinici di competenza osteopatica.

MATERIALI E METODI

Da marzo 2018 è stato somministrato un questionario con 15 item ai pazienti afferiti per la prima visita al Centro di Medicina Osteopatica di Milano. Sono stati inclusi tutti i pazienti con età ≥18 anni, senza disturbi psicologici o cognitivi. Il questionario, sviluppato sul modello di uno studio precedente, ed è stato compilato dai pazienti prima che venissero a conoscenza del genere dell’osteopata che gli sarebbe stato attribuito.

Oltre alle variabili demografiche del paziente, il questionario indaga la preferenza verso il genere dell’osteopata in assoluto e la preferenza verso il genere dell’osteopata nel caso del trattamento di lombalgia, cervicalgia, cefalea, disturbi uro-ginecologi, gastro-intestinali e muscolo-scheletrici dell’arto superiore e dell’arto inferiore.

BIBLIOGRAPHY

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gender grafici

Figura 1: dati preliminari.

Solo il 18% dei soggetti che hanno completato il questionario ha espresso una preferenza verso il genere dell’osteopata. Di questi, il 33% era di sesso maschile ed ha sempre scelto solo osteopati uomini, mentre 67% era di sesso femminile ed ha scelto un’osteopata donna nel 75% dei casi.

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