MONDO OSTEOPATIA

Quando l'osteopatia diventa "Special"

di ERIC ACELLA - ex studente ISO

In occasione della 34° edizione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics si sono riuniti a Montecatini Terme 3’000 atleti con disabilità intellettive provenienti da tutta Italia, per gareggiare in ben 18 discipline sportive. In questa occasione lo sport è stato il principale testimonial della cultura del rispetto e dell’inclusione, al fine di abbattere stereotipi e pregiudizi.

Numerose delegazioni di professionisti della salute hanno volontariamente preso parte all’evento per assistere gli atleti. La Fondazione COME Collaboration ha coordinato una folta delegazione di 18 osteopati, tra cui il prof. Alessandro Aquino ed alcuni ex-studenti del quinto anno dell’Istituto Superiore di Osteopatia di Milano: Martina Resnati, Lorenzo Bettelli, Giorgia Bestetti, Erica Acella e Fabrizia Fusi.

L’Istituto è enormemente fiero dell’entusiasmo che hanno dimostrato questi ragazzi e per la loro grande passione per l’osteopatia. Senza dubbio rappresentano un piccolo esempio per tutti i loro colleghi studenti e per tutta la nostra comunità osteopatica.

Ecco il commento di uno dei protagonisti di questa esperienza:

“L’esperienza fatta alle Special Olympics è stata fantastica! Ho vissuto tre giorni che mi hanno lasciato molto sia professionalmente, ma anche come persona. L’osteopata è uno dei lavori più belli al mondo poiché ci permette di lavorare a stretto contatto con le persone ed imparare ad ascoltare il prossimo senza giudizio.

Proprio questo è accaduto alle Special Olympics, infatti assieme ai colleghi osteopati dell’ISO e di altre scuole di osteopatia abbiamo accolto moltissimi atleti disabili che, dopo le gare o in preparazione di esse, giungevano al villaggio salute con svariati disturbi muscoloscheletrici.

La cosa che mi è rimasta nel cuore è l’affetto che abbiamo ricevuto da ogni singolo atleta che si è affidato ai nostri trattamenti e l’atmosfera di unità e uguaglianza che si respirava in tutta la città di Montecatini Terme.

Consiglio quest’ esperienza a chiunque ama l’osteopatia e desidera donarsi alla cura del prossimo. Ringrazio Alessandro Acquino e l’Istituto Superiore di Osteopatia per avermi dato la possibilità di prendere parte ad un evento che definirei epocale”.

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