MONDO OSTEOPATIA

Recensione del libro: “SCIENZA E APPLICAZIONE CLINICA IN TERAPIA MANUALE”

di GIANDOMENICO D’ALESSANDRO - Osteopata ROI

Argomento: medicina manuale, neurofisiologia

Difficoltà: 7/10

Pagine: 369

Il sistema nervoso centrale (SNC) è il "velocizzatore" di tutti i processi fisiopatologici e salutogenici. Questa insindacabile verità fisiologica, che trova conforto nell'attenta osservazione del rapporto tra comparsa della "roba neurale" e 'filogenesi', sembra non essere stato compreso pienamente dalla medicina tradizionale: il SNC vede riconosciuto il suo ruolo di "catalizzatore" solo nell'ambito neurologico, psicologico e in alcune condizioni reumatologiche.

La medicina manuale invece, si è sempre contraddistinta per il suo "neurocentrismo", ossia per quell'attitudine a spiegare i fenomeni clinici e terapeutici avendo come elemento centrale il SNC. Anzi, per quanto riguarda i riflessi somato-viscerali, le evidenze in letteratura scientifica vedono la loro paternità quasi esclusivamente nella ricerca scientifica delle medicine manuali.

Sebbene attualmente le medicine manuali, ivi compresa l'osteopatia, stiano familiarizzando con teorie nuove non si può abbandonare di colpo tutto quello che è "roba neurale". Anzi, arrivati a questo punto, occorre mettere insieme criticamente tutto quello che di rilevante è stato detto e fatto sul tema "SNC e MEDICINE MANUALI".

Ecco che arriva puntuale questo testo, un testo da studiare e non da leggere. Ogni capitolo è scritto da autori diversi e raccoglie i contributi (aggiornati al 2015) presentati nel 2008 al "Simposio Internazionale per la Ricerca sulle interazioni somato-viscerali e i Meccanismi Neuro-vegetativi della terapia manuale". Il lavoro è stato organizzato e curato dai 3 autori che leggiamo in copertina: due "pezzi da 90" dell'osteopatia mondiale (King e Patterson) e un "pezzo da 90" della fisiologia del SNC in particolare il sistema nervoso autonomo (Janig, ormai un "osteopata acquisito").

Il libro è organizzato in 4 sezioni per un totale di 17 capitoli:

✅ La prima sezione vede capitoli più interessanti come quello relativo al meccanismo del riflesso somatosimpatico e gli aspetti clinici. Tutti i meccanismi sono esplorati in maniera davvero esaustiva e soddisfacente. Altri capitoli, come il capitolo sui disturbi da meccanotrasduzione, sono più tecnici e sebbene poco interessanti per il clinico, sono presenti per dare senso all'idea in toto del libro: essere esaustivo circa l'argomento in questione.

✅ La seconda sezione esplora le integrazioni "longitudinali", quindi le mediazioni sovrasegmentali in grado di influire sui riflessi somato-viscerali. Sicuramente la sezione più interessante, anche se viene lasciato pochissimo spazio agli aspetti più "alti", telencefalici e cognitivi. Il libro sarebbe stato lungo il doppio, ma qualcosa in più poteva essere inserito. L'ultimo capitolo è una nota stonata perché trattando del controllo placebo nei trial di medicina manuale va fuori tema. Inoltre, a mio avviso, non inquadra in maniera corretta il tema esplorato.

✅ La terza sezione è una miscellanea di 4 capitoli, uno a testa per ogni disciplina: - Osteopatia: si narrano le evidenze scientifiche del trattamento osteopatico nei vari disturbi. - Chiropratica: un misto di aneddoti storici, riflessioni pratiche ed evidenze scientifiche. - Fisioterapia manuale: qual è l'identità della fisioterapia manuale e in che modo si inserisce l'aspetto manuale all'interno dell'algoritmo di decisione circa il trattamento da utilizzare. - Massaggio terapeutico: un capitolo che oltre a presentare le evidenze scientifiche, in maniera molto libera esplora alcuni aspetti dell'interazione operatore-paziente. Personalmente quest'ultima di parte del capitolo sul massaggio mi ha sorpreso per la profondità, la delicatezza e la consapevolezza clinica che mi hanno lasciato alcuni spunti notevoli, come il concetto di 'presenza dell'operatore' e i 'talenti del paziente').

✅ La quarta e ultima sezione è chiusa dai 3 autori con due capitoli che fanno il punto del neurocentrismo delle medicine manuali, discutendo criticamente la tesi del segmento facilitato di Korr, suggerendo i passi futuri della ricerca neuroscientifica in ambito manuale. I più attenti coglieranno il riferimento all'attitudine "euristica" della medicina manuale (discussa nelle primissime pagine del libro) che consiste nell'applicazione intuitiva delle conoscenze di un certo campo (in questo caso quello neuroscientifico) in un campo più complesso (in questo caso quello delle medicine manuali).

La traduzione fatta da una singola persona, la mitica Silvia Clara Tuscano, ha reso i capitoli omogenei: non ci si rende conto che ogni capitolo è scritto da persone diverse. Questo aspetto e la presenza di molte immagini esplicative e riassuntive facilitano la comprensione, ma attenzione: la fluidità di lettura, la comprensione delle immagini e dunque la FACILE e IMMEDIATA comprensione dipendono dalle conoscenze pregresse! Il voto medio-alto sulla difficoltà (7/10) dipende da questo motivo, per questo consiglio questo testo agli studenti o a giovani osteopati che hanno ancora fresche certe conoscenze di neurofisiologia. E gli altri? Per gli altri sarebbe un buon motivo per riprendere in mano certe conoscenze perché il neurocentrismo non si potrà mai abbandonare definitivamente e rappresenta la miglior chiave di lettura dei fenomeni clinici in questa fase storica:


Punti di forza:

• Spiegazione dei meccanismi neurofisiologici rapportati alla terapia manuale in generale

• Spazio alle singole discipline (chiropratica, fisioterapia manuale, massaggio)

• Immagini esplicative


Punti di debolezza:   

• Poco spazio agli aspetti neurali "superiori" quindi al telencefalo.

• Capitolo del "placebo" perfezionabile e ridondanza di alcuni concetti ripetuti nei vari capitoli

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